Atlete transessuali Vladimir Luxuria: «In gara con le donne ma senza vantaggi»

Travestita italiana femminile 526878

PREMESSA Questo documento firmato da 25 donne è frutto di un percorso di discussione sulle pratiche di autorità femminile dentro e fuori le istituzioni politiche, che si è svolto a Mestre tra il e il e si è articolato in cinque incontri, coinvolgendo anche donne di altre città Venezia, Mirano, Chioggia, Vicenza. Dopo i mesi del lockdown, è stata messa a punto la forma definitiva e adesso il documento è pronto per andare oltre il contesto in cui è nato. La scrittura del documento delle dieci pratiche presuppone percorsi relazionali di sperimentazione e trasformazione soggettiva, anni di lavoro politico, letture e incontri in grado di aprire a una più alta ricerca di senso. E ancora, progetti realizzati, battaglie attraversate, passaggi e simboli ritrovati. Si pratica concretamente quando si entra in relazione con donne e uomini che ne sono consapevoli.

Innanzitutto in quei posti del mondo in cui il patriarcato è più atroce. Linda ha recentemente pubblicato Unsporting: How Trans Activism and Science Denial are Destroying Sport , bestseller in Canada nonostante non abbia avuto alcuna pubblicità su nessun media canadese. Linda Blade ha avuto una lunga carriera, avanti come atleta e poi come allenatrice sportiva. Nei momenti di competizione non sono figlie, sorelle, madri o mogli, ma atlete. E naturalmente meritano di essere rispettate per la loro abilità e dedizione. Per esempio le donne vengono educate ad essere modeste e schive, e le atlete tendono a mettere in dubbio le proprie capacità fisiche, anche se spesso imparano nuove abilità più velocemente e meglio dei maschi! Lo sport diventa un atteggiamento per imparare a gestire meglio come la vittoria che la sconfitta. Faceva anche parte di un comitato interno su genere e politica.

Brillante, amaro, spietato. Soprattutto con se identico. In un libro appena uscito, Mauro Coruzzi racconta la sua sorprendente metamorfosi: da adolescente magro e studioso a regina dei travestiti. E in un'intervista apre il suo cuore. Con sincerità.

Il film viene sviluppato con la consiglio di Joanna Harper, studiosa canadese, autrice di numerosi studi sugli atleti transgender, e con il coinvolgimento di organizzazioni statunitensi, tra le quali la avanspettacolo Outsports, che si occupano della corretta rappresentazione delle persone trans nei media. Forte dei titoli italiani conseguiti in passato nella categoria maschile, ha disegno di coronare la sua carriera sportiva tentando di centrare la qualificazione alle Paralimpiadi di Tokyo. Vorrei trasmettere colui che provo ogni giorno nella mia vita, quando corro e quando contumelia le mie difficoltà ad esprimere quella che sono, in una società affinché per forza vuole darti un appellativo, una collocazione e definirti attraverso un genere sessuale. Il film seguirà il percorso sportivo e umano di Valentina fino a Tokyo , e le sue battaglie contro il pregiudizio e contro la burocrazia. Questa scelta è stata possibile grazie alla collaborazione di Rete Lenford Avvocatura Lgbt e la disponibilità di Marsh, broker assicurativo. Per evitare queste trappole, questi luoghi comuni, abbiamo scelto un approccio condiviso. Ci relazioniamo quasi quotidianamente con Valentina e con il Gruppo Trans, cerchiamo il giusto modo di inquadrare questa fatto, le giuste sfumature. Noi, in quanto osservatori e interpreti della realtà, metteremo a disposizione immaginazione ed esperienza competente, ma la storia di Valentina è veramente una storia unica. Correre insieme le donne le era impedito perché legalmente non è riconosciuta come tale; continuare a farlo con gli uomini avrebbe significato tradire se stessa e il suo percorso.